Sinossi

 

Esiste un elemento in comune tra le moderne abductions, il contattismo, lo sciamanesimo e lo spiritismo: è  la “dimensione del sogno”. Nel campo dell'ufologia per Fattore Oz s'intende proprio quella serie di “sintomi” esperiti durante un contatto o rapimento aventi come base i contorni del “sogno”: missing time, paralisi, nausea, vertigini, emicrania, etc. Il testimone vive infatti una sorta di “straniamento” riconducibile a una forma di espansione della coscienza o ipnosi e paragonabile alle esperienze dei rituali sciamanici e occulti.

Negli ultimi anni le neuroscienze hanno dimostrato il possibile ruolo che una molecola endogena al corpo umano,  la dimetiltriptamina (D.M.T.), potrebbe avere nei contatti con creature altre. La DMT ha un forte potere allucinogeno ed è al contempo il principio attivo dell'ayahuasca, la bevanda sacra degli sciamani andini. Da esperimenti di laboratorio, emerge che l'effetto della DMT può produrre in alcuni soggetti “esperienze” paragonabili in tutto e per tutto ai moderni rapimenti alieni, comprese le operazioni chirurgiche, l'impianto di microchip sottocutanei e il tentativo di ibridazione. Una percentuale della popolazione secerne inoltre questo ormone spontaneamente di notte (dalle 3 alle 4) in percentuale superiore alla media, rendendo possibile un incontro notturno  con creature di altre dimensioni.

Lungi dall'essere mere allucinazioni, come spiegato da ricercatori quali Terence McKenna e Jeremy Narby o psichiatri quali Richard Strassman, la DMT potrebbe essere la chiave per aprire le cosiddette “porte della percezione” ed entrare in contatto con altri mondi e con le creature che li abitano.

Intervista a Studio Aperto

Intervista su Rete7

Galleria fotografica

Intervista su UFOLOGIST n.gennaio-febbraio 2013

Recensione su CronacaQui

Cronaca Qui Recensione di Mauro Scacchi

Rassegna stampa

ILLUMINATI NEWS

Nella quinta puntata di Illuminati News su SEVEN Radio, Leo Lyon Zagami e Mario Gagliardi parlano del Fattore Oz.

Dal minuto 2':

http://www.sevenradio.it/podcast/item/illuminati-news-28092012

Recensione su Ildemocratico.com

http://ildemocratico.com/2012/05/29/enrica-perucchietti-il-fattore-oz/

di Umberto Visani

L’ufologia, intesa come disciplina che studia gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati e fenomeni connessi, si trova da tempo a un punto fermo, condizionata com’è da interpretazioni passatiste spesso uguali da decenni, nonché introiettata su se stessa in una sorta di autoammirazione che non ha condotto a scoperte fruttifere sulla natura intima del fenomeno.

Da questo approccio improduttivo si scosta con forza “Il fattore Oz”, di Enrica Perucchietti, nota giornalista e scrittrice, giunta alla sua seconda fatica editoriale dopo “L’altra faccia di Obama“.

Nel suo secondo saggio, infatti, l’autrice, grazie a un bagaglio di conoscenze e studi di primissimo piano in filosofia, tradizioni e miti, si accosta alla tematica “aliena” in maniera multidisciplinare e diacronica.

Innanzitutto, a differenza di quanto molti potrebbero pensare, i contatti con entità percepite come estranee al consesso umano non sono un qualcosa che caratterizzi esclusivamente la modernità. Già in passato, come illustra l’autrice, l’uomo era attorniato da creature dall’origine ignota che lo portavano nei loro mondi: elfi, fate, gnomi, ninfe, demoni, incubi, succubi, spiriti, jinn, fino ad arrivare ai moderni resoconti di contatti con sedicenti extraterrestri, tutti accomunati da un modus operandi che, pur nel variare della loro parvenza esteriore, risulta totalmente omogeneo nei secoli e di difficile decifrazione.

A un quadro di questo tipo, in cui il fenomeno mostra un chiaro intento illusorio, si aggiunge un’ulteriore livello di problematicità: la somministrazione di dimetiltriptamina, un triptamina endogena allucinogena presente nel fluido cerebrospinale nonché in numerose piante utilizzate nelle culture sciamaniche, consente di avere esperienze in toto sovrapponibili a quelle sopramenzionate: incontri con entità fatate, grigi, esseri demoniaci, presenze superomistiche, sottoposizione a trattamenti chirurgici invasivi come nei resoconti di abductions. Tutto questo senza che il corpo fisico di coloro che sperimentano tali sensazioni si muova dalla stanza in cui è avvenuta la somministrazione della dimetiltriptamina.

È proprio qui che l’autrice riesce là dove molti altri ricercatori si fermano: illustrando con precisa chiarezza le più recenti teorizzazioni della fisica quantistica, la Perucchietti getta un ponte tra mondi che solo agli stolti potrebbero sembrare distanti (se non addirittura totalmente divergenti), vale a dire quello delle Tradizioni e quello della scienza estrema. Proprio la fisica, infatti, negli ultimi anni è stata oggetto di una vera e propria rivoluzione, portando al contempo a una disintegrazione di ciò che chiamiamo reale nel senso comunemente inteso e all’avvicinarsi al sapere tradizionale degli Antichi. Ecco dunque venire postulata l’esistenza di un Multiverso, di dimensioni parallele cui gli sciamani riescono ad accedere da sempre in stati alterati di coscienza, passando oltre le porte della percezione di huxleyana memoria, ove dimorano creature che da millenni interagiscono con l’umanità.

Quello degli Ufo, di conseguenza, rappresenterebbe null’altro che la forma moderna assunta da entità multidimensionali in un perenne inganno dell’umanità, volto a sedurre le masse disorientate alla continua ricerca di punti di riferimento che vengono così invertiti nella loro scala valoriale.

“Il fattore Oz” rappresenta dunque un vero e proprio vento del cambiamento che ci auguriamo possa il più possibile spazzare via ipotesi che stancamente vengono ripetute da tempo immemore.

Intervista della Gazzetta del Mistero

http://gazzettadelmistero.blogspot.it/2012/06/intervista-ad-enrica-perucchietti-il.html

1) L'essere umano ha da sempre avuto bisogno della Divinità per sopire paure ancestrali. Tu, Enrica, credi nell'esistenza di entità che potrebbero essere definite Divine? Segui una dottrina in particolare?
Rispondo citando il padre della fisica quantistica, Max Planck: «Tutta la materia trae origine e vita solo in virtù di una forza [...] Dobbiamo presupporre che dietro a questa forza esista una Mente cosciente e intelligente. Quella Mente è la Matrice di tutta la materia».

2) Qual è il pensiero che più ti angoscia? Scrivere ''Il Fattore Oz'' ti avrà certamente portato ad affondare le lunghe dita dell'intelletto e della percezione in temi spaventosi, obliqui, difficilmente accettabili: tutto questo ti ha scosso o segnato?
La figura dell'Ingannatore. La possibilità che l'uomo possa essere manipolato e ingannato non solo dai suoi propri simili ma anche da entità spirituali o demoniache. Così come nella mitologia compare la figura del trickster, Dio Burlone o Briccone Divino, che si diverte a tirare scherzi e ingannare l'uomo, anche l'esoterismo e l'occultismo conoscono tale figura che chiamano appunto "Ingannatore": è la stessa entità che nello spiritismo, canalizzazioni, in alcune visioni mistiche e nelle attuali interferenze aliene comunica falsi messaggi all'uomo, destabilizzandolo e appunto creando false credenze.

3) Secondo la teoria delle Stringhe la nostra realtà fisica è tale ed ha significato soltanto grazie all'esistenza di altre Dimensioni. Questa teoria è in fase di approfondimento ed è costantemente bersagliata da detrattori di ampia fama.
Credi esistano regioni del nostro universo impercettibili, dimensioni dove entità 'diverse' si muovono ed interagiscono tra loro e con noi? Come si potrebbero verificare eventuali passaggi dimensionali?
Sì. A partire dalla teoria di Kaluza-Klein la matematica e la fisica hanno dimostrato a livello teorico la possibilità, o addirittura la necessità, che esistano altre dimensioni: 5, 10 o addirittura 26. Questi altri piani di esistenza sarebbero normalmente inaccessibili all'uomo ma, in situazioni ecezionali, oltre ai punti di connessione quali stargate o wormhole, sarebbe possibile che in stato alterato di coscienza (sostanze piscotrope, danza, meditazione, premorte) l'uomo possa accedere a queste altre dimensioni e venire a contatto con le entità che le abitano.

4) La Dimetiltriptamina, sostanza contenuta nel fluido cerebro spinale, potrebbe essere la chiave per aprire la porta su Realtà Nascoste?
Ancora sì. Sotto effetto di DMT si sperimenta un’espansione della coscienza che, trascendendo i vincoli del corpo, può esperire l’interconnessione col Tutto, entrando in contatto con le entità di altri piani di esistenza.
Ma dobbiamo ricordare che la DMT è una triptamina endogena, che cioè il nostro organismo secerne spontaneamente, in condizioni particolari come stress o stanchezza fisica, e in un orario notturno particolare, quello in cui avvengono le adduzioni, dalle 3 alle 4…
Come ricorda il fisico e collega di Strassman, Ede Frescka, la DMT è solo una “chiave chimica” per aprire le porte della percezione che, in alcuni soggetti, circa il 20% della popolazione, è presente in dosi più massicce, rendendo cioè spontanee certe esperienze come le interferenze aliene.

5) Il DMT è generato in buona quantità dalla ghiandola pineale, secondo il Dott. Rick Strassman questa secrezione avverrebbe tra le 3 e le 4 del mattino proprio quando il cervello umano dovrebbe vivere la fase REM del sonno: è un caso che molti Addotti siano convinti di essere stati rapiti proprio in quel lasso temporale?
Credo di sì. Ma non solo gli addotti. L'orario tra le 3 e le 4 del mattino è considerato nella maggior parte delle tradizioni religiose l' "orario di Dio", nel quale è più facile il contatto col divino e durante il quale si deve appunto pregare: è l'orario delle visioni mistiche e di conseguenza anche delle interferenze siano esse demoniache o "aliene". Ciò però, si badi bene, non significa bollare i contatti come "allucinazioni": al contrario, i risultati sperimentali sulla DMT tendono a dimostrare che tali contatti sono veri, reali. La coscienza si espande, trascende i confini del mero corpo biologico e riesce così ad accedere alla Matrice, al campo akashico, all'Uno-Tutto oltre il Velo di Maya, e dunque a entrare in contatto con altre dimensioni e con le creature che le abitano.

6) Molti Sacerdoti e Stregoni nell'antichità usavano droghe per comunicare con le proprie divinità, con i defunti e con le forze della natura. Credi che questi contatti non fossero soltanto frutto di allucinazioni dovute all'ingestione o all'inalazione di sostanze allucinogene?
Al contrario, queste sostanze erano e sono delle forme di scorciatoie per accedere al multiverso, per aprire cioè, secondo la definizione di Aldous Huxley, le "porte della percezione". Lo stesso vale per la danza tribale, la danza dei Fairies (il Popolo Fatato), la meditazione, l'annegamento, etc.

7) Jenny Randless elencò tutti i sintomi riscontrati da tutti coloro che vengono Addotti: quanto è affidabile questa ricerca e queste conclusioni?
Una caratteristica specifica delle abductions e dei contatti in generale è il cosiddetto “Fattore Oz”, che trae il nome dal celebre film del 1939, “Il Mago di Oz”, ispirato al romanzo di Frank Baum. Si tratta di una serie di sintomi collegati all’esperienza  di avvistamenti, missing time, veri e propri rapimenti.
Credo che il Fattore Oz sia la chiave per decifrare il fenomeno, da qua il titolo per il mio saggio. Spesso, infatti i testimoni si trovano da soli in una realtà che acquisisce la dimensione del sogno. Nubi e squarci nello spazio tempo che trascinano i testimoni in una realtà parallela.
Il fenomeno deriva il suo nome dalla ricercatrice Jenny Randles che studiando migliaia di resoconti di contatti ha potuto catalogare i sintomi ricorrenti: brividi, formicolii, paralisi, senso di vertigini, nausea, vomito, cefalea, collassi. Al “risveglio” dal contatto ci si accorge di essere vittima di missing time. La Randles è giunta a concludere che questo clima di "sogno" in cui si viene a trovare l'addotto possa essere una forma di illusione olografica che gli alieni proiettano nella mente del contattato per confonderlo e attirarlo a sè. Diversamente, John Keel parlava di una forma di "ipnosi" indotta da queste forze o creature.
Nel mio saggio propongo un'ipotesi ancora diversa: il Fattore Oz non è opera di manipolazione mentale ma il segno di un effettivo cambiamento di stato. Ciò che si verifica nel "mondo del sogno" (come viene chiamato nello sciamanesimo) avviene in stato alterato di coscienza, all'interno di una piattaforma virtuale, ma non per questo non "reale". In alcuni rarissimi casi questo passaggio dalla nostra a un'altra dimensione può anche avvenire fisicamente: da qui la sparizione di addotti per ore o giorni (Travis Walton e Linda Cortile) o di viandanti, medium e sciamani come testimoniato nei resoconti medievali e nei racconti del folklore.
Nel mio saggio dedico particolare attenzione al ronzio che gli addotti e coloro che vengono sottoposti ad ayahuasca o DMT sentono a un orecchio e che sembra precedere e accompagnare tutta la durata del contatto: credo che sia il segno fisico della cambiamento di frequenza nella vibrazione delle superstringhe che significa cioè che l'addotto viene passa dalla terza (quarta dimensione) a un'altra.

8) Esiste la coscienza collettiva? Secondo la Non Località della Materia dimostrata da Alain Aspect tutto sembra essere Unito, legato da fili invisibili, questo può valere anche per la Coscienza?
Più che coscienza collettiva (che ricorda la teoria junghiana dell'Inconscio Collettivo) esiste quella che le tradizioni religiose chiamano "rete", "matrice": è l'akasha o etere dell'induismo o la "ragnatela" dello sciamanesimo.
Riprendendo gli studi di Frescka e Strassman e la scienza olografica, possiamo dedurre che il nostro cervello sia una specie di "antenna quantica" e la nostra mente il risultato della connessione a livello quantico tra la rete neurale e il reticolo matrice dell'universo. Ciò dimostrerebbe a livello scientifico perchè le tradizioni sciamaniche affermano che tutta la realtà è interconnessa da una "rete vibrazionale": è l'entaglement della fisica teorica.
Lo sciamano, infatti, vede se stesso al centro di questa rete e vi interagisce. Nella mitologia Hopi troviamo Nonna Ragno che emerge dal Nulla cosmico e crea la realtà intessendo la sua ragnatela. In questa rete pone i suoi figli che, dunque, risultano solo in apparenza divisi: essi sono tutti interconnessi perchè appartenenti alla ragnatela.
Questa rete è stata interpretata dal filosofo della scienza Ervin Laszlo in termini di "campo". Laszlo ha battezzato il ritorno al concetto di supporto che riempirebbe e sosterrebbe lo spazio con la definizione "campo akashiko", riprendendo appunto il termine sanscrito "akasha", etere. Come spiegava già millenni fa la filosofia indiana, i nostri sensi fisici non possono percepire normalmente l'akasha, ma possiamo raggiungerla attraverso la pratica spirituale, la meditazione o certe droghe.
Nella fisica moderna l'akasha è il campo o vuoto originale da cui sono emersi atomi, particelle, stelle, piante, animali e uomini. Si tratta, come spiega Lasklo, "di un supporto dinamico pieno di energia in fluttuazione perpetua", la rete di energia che permane e supporta l'intera creazione: la Matrice oltre il Velo di Maya.
Per questo la scienza olografica teorizzata da Pribram e Bohm spiega che la realtà è non-locale e che ogni parte contiene il Tutto... Siamo tutti uniti, interconnessi.
Come spiegano le ricerche di Strassman, la via esterna dello spazio profondo, extraterrestre, potrebbe NON essere l'unica strada per compiere "viaggi"nell'iperspazio e per raggiungere mondi distanti da noi spazialmente e temporalmente.
Perchè oltre il Velo di Maya possiamo essere tutto, possiamo immedesimerci in ogni cosa (proprio come fanno gli sciamani mutaforma), raggiungere ogni luogo e renderci conto che, come sosteneva Einstein, tempo e spazio sono solo un'illusione.

9) Dopo gli anni di studio e di lavoro, la vita e la ricerca ti hanno concesso di trovare la tua Pietra Filosofale?
La Pietra Filosofale non consiste nella conoscenza. Per la trasmutazione l'Opera è lunga, faticosa e dolorosa. Ed io sono solo all'inizio del cammino... 

Gli Autori della Gazzetta del Mistero augurano ad Enrica di proseguire con successo il suo cammino nella ricerca e nello studio di questi complessi temi e colgono l'occasione per ringraziarla per la gentilezza e la disponibilità con cui ci ha concesso questa intervista.

Recensione Zret Blog

http://zret.blogspot.it/2012/06/il-fattore-oz.html

Il fattore Oz, Alieni, sciamanesimo, multidimensionalità” è la nuova fatica di Enrica Perucchietti, nota per il suo pamphlet, “L’altra faccia di Obama”. Il saggio dell’autrice cerca di contemperare le teorie scientifiche più recenti (sia evidenziato: tra loro in una certa misura incompatibili) con il pensiero della Tradizione sciamanica ed esoterica.[1] Sono dunque valorizzate le interpretazioni parafisiche in tema di contatti con gli Altri, nel solco dell’ufologia soft che affonda le radici nelle concezioni dei suoi corifei, Jacques Vallée e John Keel.

La lettura del libro è appassionante e soprattutto spinge ad approfondire per mezzo della corposa bibliografia, sebbene più che fornire delle risposte, ribadisca gli interrogativi di sempre.
La rassegna di differenti indirizzi filosofici e scientifici (ma la scienza è solo una delle tante correnti filosofiche) ci conferma che siamo quanto mai lontani non solo dalla Teoria del tutto, da un’unificazione dei molteplici modelli interpretativi del mondo. Non solo, anche se si decide di circoscrivere l’ambito della ricerca al tema delle abductions, ci si impiglia in una rete di contraddizioni, sia pur feconde, tali da impedire di delineare un quadro coerente.
Ormai siamo abituati a maneggiare termini come “materia”, “energia”, “spazio”, “tempo”, “etere”, “coscienza”, persino “akasha”, “entanglement”, “non località”, “ipercomunicazione” etc., ma dobbiamo ammetterlo: se non sappiamo che cosa sia veramente la materia-energia, ancora più disarmati siamo di fronte allo Spirito. Che cos’è la Mente? Che cosa sono gli archetipi? Sono reali? Qual è la vera natura, qual è lo statuto della cosiddetta “realtà”?
Sembra comunque – il saggio della Perucchietti ne è un’indiretta conferma – che non si possa rinunciare ad una forma di dualismo, distinguendo tra una dimensione non ilica da cui, in modo inesplicabile, è generato l’universo – lo si intenda pure come proiezione olografica. Merito del testo è sottolineare come gli uomini (non tutti!) non siano esseri confinati in un involucro caduco, ma scintille di una luce infinita: le vie per riscoprire la propria natura divina sono additate, anche se è arduo infrangere le barriere.
Lascia, invece, un po’ perplessi come in un titolo costruito sulle relazioni con l’invisibile, sia così esiguo lo spazio dedicato alla dominazione dell’umanità. Il cenno alle concezioni gnostiche circa gli Arconti avrebbe potuto costituire l’abbrivo per un’analisi metastorica, in cui il dipanarsi degli eventi è visto come riflesso di una millenaria ed occulta macchinazione. La tendenza a liquidare l’ufologia hard, quella “viti e bulloni”, trascina con sé il rischio di ridimensionare le implicazioni tecnologiche che si conclamano nelle attività di geoingnerizzazione del pianeta e nei deliri del Transumanesimo. Dubitiamo che esseri incorporei siano così condizionati ed ossessionati dalla tecnica. Si potrebbe cercare un modo per armonizzare l’ipotesi multidimensionale con quella interstellare. Perciò, pur condannando il culto di dèi che dei non sono, non escluderemmo in toto le spiegazioni di Biglino et al.
Sono ricostruzioni che si potrebbero applicare ad una parte sola dell’umanità e… delle Potenze.

[1] Di passaggio si osserva che le varie teorie (la fisica quantistica, la teoria delle stringhe, il sistema dei molti mondi, il modello olografico etc.) non riescono a spiegare – forse è tema che non suscita interesse - il mysterium iniquitatis. Il male resta così una specie di ospite ignorato.


Eventi e news

18 maggio, Torino

ore 15.30, Salone del Libro di Torino, stand UNO Editori/ Macro Edizioni, PAD 2, stand N. 64

presentazione del libro Utero in affitto

 

3 giugno, Santo Stefano Belbo (CN)

ore 15.00-20.00 Piazzetta della Confraternita 1, Biblioteca civica Cesare Pavese

presso convegno UFO, ESOTERISMO E CONTROINFORMAZIONE, conferenza su Il Dio cornuto, insieme a Paolo Battistel.

GOOD MORNING di Enrica Perucchietti! Ogni lunedì alle 8.30 su www.colorsradio.it

 IN LIBRERIA E ON LINE

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