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L'editrice Sugarco di Milano ha stampato un interessante libro dal titolo" Il signore della Malvagità. Viaggio nell'inferno sulla terra.", composto dall'esorcista don Gianni Sini, dall'angelologo don Marcello Stanzione e dalla scrittrice e giornalista torinese Enrica Perucchietti, autrice di numerosi libri di successo. In apparenza il tema del demonio sembra lontano dalla vita di tutti i giorni, argomento per teologi o soggetto per film di cassetta, siamo padronissimi di non crederci, ma dobbiamo alla fine constatare che la sua più grande impresa è convincere gli uomini del terzo millennio che lui non esiste. È anche vero che accettare la sua esistenza e diventare suoi adoratori non porta mai a nulla di buono. Il proliferare di sette segrete a lui dedite sono foriere, ce lo dicono le cronache di esperienze molto brutte. Ma di chi parliamo? questo è già un problema. La sua carta d'identità deve essere davvero extralarge per contenere tutti i nomi che gli sono stati affibbiati. Solo i più famosi: Lucifero, Satana, Mefistofele, pure quello numerico di 666 e il diavolo, il signore della malvagità. Se tutte le epoche astoriche l'hanno additato e dipinto come la sorgente di ogni male, occorre prendere atto di questo dato della tradizione che altro non è che l'esperienza e la sapienza accumulata da nostri predecessori. Così ha introdotto questa figura tenebrosa e conturbante un approfondimento su una rete nazionale.

 

Hai voglia a ridurlo ad immagine del passato, a certame religioso, a fola di preti. È proprio la inesplicabile dismisura di atrocità, perversioni, infamie di questo mondo che spinge ad evocare una presenza demoniaca, una potenza negativa, un signore delle tenebre che a volte prende possesso della storia umana e di noi suoi abitanti. Certo le malefatte sono opera degli uomini che le compiono, ma dietro si avverte spesso un regista occulto. Non per demonizzare qualcuno, ma è il diavolo, probabilmente. Dice lo storico della filosofia Tullio Gregory in una intervista televisiva: «Si dimentica spesso che il diavolo che oggi si è un pò oscurato come persona, anche nella riflessione teologica, è stato un grande attore e autore della storia. Le religioni pagane sono opera del demonio, le persecuzioni contro il cristianesimo sono opera del demonio, le invasioni barbariche sono mosse dal demonio, i mori di Maometto che invadono l'Europa cristiana sono mosse dal demonio e così via via, fino alla grande rottura dell'unità cristiana nel '500 quando cattolici e riformati si oppongono e ognuno accusa l'altro di essere esponente del demonio, essere truppe dell'anticristo». Ma nel mondo contemporaneo quale posto occupa il diavolo? A questa domanda dovrebbero rispondere prima di tutto gli esorcisti che si occupano in prima persona dell'argomento, i teologi sentono qualche difficoltà a parlare del diavolo, dell'inferno, dove sta? Dentro la terra? Tutto questo crea qualche difficoltà. Un grande teologo ha detto: «L'inferno è vuoto, perché forse l'inferno è sulla terra». E dove? Nei rapporti umani, nella crisi che viviamo, e forse qui il demonio è sparito ed è diventato al massimo espressione di tensioni che non hanno nulla a che vedere con l'originale rottura dell'equilibrio cosmico voluto da Javèh, ma che ha a che fare con la difficoltà e con le difficoltà che affrontiamo di giorno in giorno. Il diavolo, quindi, e il suo campo di battaglia: il mondo e gli uomini; le armi della Chiesa: la preghiera e, se non basta, gli esorcisti.
Satana, il diavolo, il principe delle tenebre, il tentatore, non un generico spirito maligno, ma nella tradizione cattolica, l'angelo ribelle, intelligente, perverso e bugiardo, potente, ma meno forte di Cristo e della libera volontà dell'uomo. Moltissime le immagini che il cinema ci rimanda moltiplicando le nostre paure, ma la Chiesa, senza clamore da sempre si adopera per distruggere il suo potere, sull'esempio del suo fondatore con un'unica arma: la preghiera che in casi particolari assume appunto la forma di esorcismo. E' un'antica e solenne preghiera pubblica, accompagnata dall'aspersione dell'acqua benedetta, dall'ostensione del crocefisso, dall'imposizione delle mani, che può pronunciare a norma di diritto canonico esclusivamente un sacerdote autorizzato dal vescovo.
Dopo la Rivoluzione Francese gli esorcisti erano quasi scomparsi, ma negli ultimi anni c'è stata quasi un'inversione di tendenza ed ora in Italia sarebbero trecento, azzarda qualcuno, in assenza di statistiche. L'esorcista, avverte il Codice di Diritto Canonico, prima di tutto deve accertarsi che non si trovi di fronte ad un malato. I veri casi di possessione sono pochi, intorno al 2%, su questo concordano tutti gli esorcisti, a partire dal più conosciuto, Padre Gabriele Amorth. Non ha dubbi o perplessità P. Amorth ad affermare: «Il diavolo da sempre filo da torcere, il diavolo c'è e tenta di scoraggiare l'esorcista, screditandolo, ridicolizzandolo, facendogli credere che sia un caso troppo forte per le sue forze e quindi è tempo perso». Si procede con fatica, poi il diavolo arriva un po' per volta a diminuire la prepotenza, la violenza, incomincia a dire che gli esorcismi gli sono insopportabili, ad affermare: «Tu mi hai vinto». Ma non bisogna alzare subito la bandiera, vuol dire che ci si avvia verso il procedimento di liberazione, ma nessun esorcista può ipotizzare e prevedere il giorno e l'ora della liberazione definitiva.

 

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