Da Intelligonews

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Massoneria, Perucchietti: “I messaggi cifrati tra De Bortoli, il suo ‘mandante’ e Renzi. Il nuovo rapporto con la politica”

di Marta Moriconi

Ferruccio de Bortoli denuncia che il patto del Nazareno emana uno “stantio odore di massoneria” e Renzi si difende a Che Tempo che fa di Fabio Fazio affermando di essere un boy scout non certo un massone. Anzi, dice ancora di più: i poteri forti lo vorrebbero far fuori. Ma qual è la verità? Per Enrica Perucchietti, autrice del libro ‘Il lato B di Renzi’ che svela la ragnatela di contatti “segreti” del premier rottamatore, ci sono una serie di messaggi  cifrati da capire se si vuole entrare nella diatriba tra Corriere e presidente del Consiglio. Ma non solo.

Renzi e la massoneria citata da Ferruccio De Bortoli in un suo editoriale della scorsa settimana. Chi è il massone?

“Innanzitutto secondo me si sta consumando uno scambio di messaggi cifrati tra De Bortoli, il suo mandante e Renzi che gli risponde tramite Fabio Fazio. Tutto ruota intorno al fatto che si è aperta la partita per il Quirinale. Io trovo ridicolo che uno come Renzi dica che i poteri forti, le elìte siano contro di lui, e questo perché è stato sostenuto da una parte di questi. E’ vero che ormai si generalizza e che si parla troppo vagamente di questi argomenti. Confindustria e Della Valle hanno dimostrato di remare contro Renzi, ma questo non significa che i poteri forti si siano compattati contro di lui. Era interessante, in questo senso, un articolo del Financial Time che sosteneva come Renzi sarebbe arrivato alla Presidenza del Consiglio grazie a Draghi. E qua ritorna quanto aveva detto Rino Formica…”.

Matteo-RenziCosa aveva detto Rino Formica?

“Che con l’elezione di Renzi dopo trentacinque anni vedeva avverarsi il programma di Licio Gelli. E tra l’altro paventava il fatto che nel patto del Nazareno uno dei punti messi nero su bianco fosse la corsa per il Quirinale con quella famosa postilla: quella che vieta di fare il nome di Prodi al Quirinale”.

Dunque Prodi sarebbe escluso dal Colle per via del Patto del Nazareno. Mentre Draghi? 

“Mah, qui c’è un punto da chiarire. Se Prodi è il nome che Berlusconi non vorrebbe, e quindi potrebbe essere lui uno dei mandanti dietro alll’editoriale di De Bortoli, bisognerebbe però indagare se Renzi uno come Mario lo vorrebbe al Quirinale. Perché seppure è stato lui a facilitare l’ascesa di Matteo, è un uomo “pesante” e Renzi come scrive De Bortoli ha un ego ipertrofico, rischierebbe quindi di sentirsi commissariato. Matteo diventerebbe un burattino di Mario, insomma. E poi Draghi potrà abbandonare la Bce? Anche questo è da vedere, infatti potrebbe caldeggiare semmai un qualcuno che faccia le sue veci come Capo dello Stato. Comunque il discorso che è partito da De Bortoli e la risposta di Renzi sono chiaramente legati al Colle, Napolitano aveva parlato di 18 mesi e poi via…

Ma un rapporto tra Patto del Nazareno e Massoneria lo vede? 

“Non nascondiamoci dietro un dito, è inutile andare a cercare chi sono i massoni che si nascondono dietro a Renzi, quando il patto del Nazareno vede una figura come Verdini tra i suoi protagonisti”.

de_bortoliButtiamo sul tavolo un altro nome: Carrai. Lui rappresenterebbe i poteri ‘deboli’ visto che Renzi non ama l’aggettivo ‘forti’”?

“Lui è il procacciatore di fondi e di consensi di Renzi e nel giglio magico è l’unico insostituibile. E’ il Gianni Letta di Matteo. Si muove con diplomazia nelle relazioni pubbliche e ha una rete di conoscenze nella quale ha introdotto Matteo. Si tratta di mondi lontani e apparentemente inconciliabili, come Opus Dei e finanza laica, l’America dei Teocon e quella di Obama, che tutto sono meno che poteri deboli. Nella biografia di Carrai è interessante la questione dell’affitto pagato a Renzi ma è una aspetto secondario, sono i suoi contatti da tenere a mente come quelli con Michael Ledeen, coinvolto nei servizi segreti e in episodi di spionaggio. Attraverso Carrai Renzi si dimostra un euroschiavo, un filoatlantista, un segretario dei poteri”.

Ma al Colle quale nome potrebbe mettere d’accordo tutti? Quello di Emma Bonino? 

“Era interessante quello che ha scritto Formica in un’intervista di venerdì: faceva notare come la convergenza sul nome di chi si insedierà al Quirinale cadrà su un personaggio debole e fragile che sia disposto ad avere una linea ossequiosa nei confronti sia della politica renziana sia rispetto alla questione giudiziaria di Berlusconi, così come verso il mondo dell’alta finanza. Non saranno necessariamente Draghi o Prodi, ma certamente si tratterà di una persona capace di adattarsi. La Bonino non la vedo, bisognerebbe capire perché Renzi l’ha fatta fuori dal governo prima, nella squadra di governo si è scelto degli yes-man alla fine, a parte Padoan”.

Sul sito ufficiale del Goi ci sono gli auguri di Napolitano, Boldrini e Grasso al Gran Maestro per i festeggiamenti del XX Settembre. Che rappresenta renderli visibili? In un certo senso è il segno dei tempi?

“Sta cambiando ed è cambiato il rapporto della politica con la massoneria. Negli ultimi anni ci sono stati anche rappresentanti istituzionali che sono andati a riunioni del Goi a portare i loro saluti. E’ sempre più sfacciato quanto li lega. Più che odore stantio di massoneria, direi che si tratta di profumo sempre più fresco, nel senso che questo rapporto è più vivo che mai. E’ anche anacronistico evocare la parola Massoneria facendo riferimento a uno spauracchio. E’ il segreto di pulcinella il rapporto tra poteri forti, finanza, politica e massoneria”.

massoneria-2Però esiste la segretezza a certi livelli e la segretezza non si sposa male con le istituzioni democratiche? 

“C’è un’accelerazione da parte di una certa elìte di voler ‘mostrare’ alcuni altarini, non è un caso che negli ultimi due anni sia diventato nazionl-popolare il discorso sul Club Bilderberg. Lo sanno tutti che esistono questi incontri segreti e ormai vogliono quasi abituare l’opinione pubblica che questo sia normale, che sia così. Per questo il riferimento di De Bortoli alla Massoneria mi fa sorridere oggi come oggi. E’ poi chiaro che lì dentro ci sono persone comune in logge normali, e logge segrete con personaggi importanti. E’ nelle logge protette che si apre il discorso di quelle deviate”.

Quindi, possiamo dire che l’aspetto più presentabile si tende ormai a farlo accettare?

“Sì, perché l’informazione ha cercato di ridicolizzare i famosi complottisti, ma se ne parla poi De Bortoli sul Corsera… beh, allora va bene. Da un lato si scredita mentre dall’altro si cerca di sdoganare un discorso come normale. Il Gran Maestro del Goi era andato da Lilli Gruber, o no?”.

 

Intervista di Umberto Visani su "GOVERNO GLOBALE"

Intervista di Livio Cepollina per CAFFE' INFERNO

L – Anni fa, ritornando a casa alla sera tardi, adoravo rilassarmi sdraiandomi sul letto e guardandomi in Tv la replica di un telegiornale trasmesso su un’importante emittente regionale, sperando che a condurlo fosse quella bambolina austera, tutta composta e con quella voce fifì, sottolineata da una labile cadenza sabauda ma molto professionalmente trattenuta ed avvertibile solo da pochi eletti. Innanzitutto, essendo fraintendibile quel “rilassarmi” davanti a te che mi apparivi sullo schermo, vorrei tranquillizzarti su quelli che erano i miei gesti che consistevano semplicemente nel mettermi le mani dietro la nuca della testa, la quale - beatamente appoggiata al guanciale – cominciava a volare incontro alle braccia di Morfeo, insomma … con quella botta di eleganza, sia vedibile sia udibile, mi conciliavi il sonno! Molti mesi dopo, per altri motivi mi trovai negli studi di questa rete e ad un certo punto,ops … la stessa bambolina, con addosso un sobrissimo tailleur e con una camminata determinata tipo gerarca nazista, mi passò a fianco. Ovviamente non ti fermai, anche perché vagliavo l’ipotesi che mai più ti saresti fermata e poi, senza conoscerti di persona, sarebbe apparso indelicato dirti “Ciao, mia benzodiazepina preferita!”. Cosa ricordi di quegli anni?

(ndr lo ammetto, per scrivere benzodiazepina, ho consultato un vecchio numero di "Viver Sani e Belli" sugli ansiolitici )

E – sono stati gli anni della "formazione". Adrenalina pura tra orari di lavoro sostenuti (al limite dell'umano!), dirette, interviste. Devo ringraziare chi mi ha dato l'occasione di imparare, spaccarmi le ossa e acquisire il timbro soporifero che ti ipnotizzava la sera...

 

L – adesso, sintetizzando al massimo, scrivi cose “difficili” e spesso anche “scomode”. Quando è sbocciato il tuo amore verso questi argomenti che, seppur differenziandosi a seconda dei tuoi libri, in comune hanno la caratteristica di trattare tutto quel mondo che non è immediatamente percepibile ma nel quale, lo si voglia o meno, siamo addentrati?

E – La "vocazione" c'è da sempre. All'università ho studiato Filosofia, mi sono specializzata in storia delle religioni, poi ancora ho frequentato la facoltà di Teologia. Ma non mi bastava. La sete di conoscenza mi divora e mi rende una creatura inquieta. Lavorare in tv nel campo del giornalismo mi ha dato la possibilità di vedere come vengono scelte e "create" le informazioni e alcune cose che ho visto e vissuto sulla mia pelle non mi sono piaciute. Bada bene, non nella redazione dove lavoravo, ma in generale.

Il sistema è sbagliato: è gerarchico, piramidale, offre al pubblico ciò che è "bene" solo per i gruppi di potere, non per la società. Come già notava il filosofo Herbert Marcuse vi è un progetto di livellamento culturale e manipolazione che ha il suo apice (e non il suo punto di partenza) nei mezzi di comunicazione: «Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico». Un altro filosofo, H. G. Gadamer definiva la TV la «catena degli schiavi alla quale è legata l'odierna umanità». Le notizie scomode vengono semplicemente ignorate. Questo meccanismo va ben oltre la censura... inoltre vi è una forma di lassismo e pigrizia che contagia molti colleghi del settore che riprendono e ribattono pedestremente le notizie dall'Ansa senza verificarle.

John Swinton, già redattore capo del «New York Times», nel lontano1880, durante il discorso di pensionamento davanti a una platea si colleghi riunti presso la Press Association, si lasciò andare a uno sfogo di reale crudezza, definendo il giornalismo una forma di "prostituzione intellettuale": «Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente? Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali».

Non mi fa certo piacere riportare dichiarazioni del genere, ma concordo sulla visione del sistema dell'informazione che è manipolato dall'altro dai gruppi di potere, dagli editori piuttosto che dai finanziatori (politici, multinazionali, etc.). Ovvio che non tutti sono consapevoli di questo meccanismo e che la maggior parte dei giornalisti fa onestamente e con passione il proprio lavoro. Ricordo anche – e la maggior parte delle persone non lo sa – che i colleghi che non finiscono a lavorare per i maggiori gruppi editoriali, ha stipendi da fame, ben al di sotto del minimo sindacale di un operaio. Sembra strano ma è così. La formazione e la competenza, così come la ricerca, non vengono nè apprezzate nè premiate in questo Paese. Semmai imbrigliate, in modo che avanti vadano i mediocri e i "figli di". Anche questo atteggiamento di squalifica aiuta a creare dei servitori del sistema...

Nel mio piccolo, indipendentemente se mi stia occupando di geopolitica o di esoterismo, cerco di andare sempre alla radice della notizia, di verificarla e di confrontarmi con l'altra campana. Cerco di farmi supportare dal dubbio e dalla coscienza critica per non cadere vittima di facili posizioni.

 

L – se vuoi tacendo i nomi (anche se mi piacerebbe sentirli), ma ci sono stati dei personaggi che hai conosciuto e che hanno radicalmente modificato il tuo approccio verso la vita e quindi verso il tuo modo di sondare e vivere gli eventi?

E – A parte la mia famiglia?

Cerco di imparare sempre da chi incontro, anche da coloro contro cui mi scontro. Il mio ex professore di Religioni e filosofie orientali, Mario Piantelli, mi ha indicato la strada.

Piero Manera mi ha offerto l'occasione. Maria Teresa Marinò, Giusy Marrella, Marita Ballesio e Alberto Griva mi hanno insegnato come si fa davvero giornalismo: dal basso, ogni giorno, con passione, anteponendo la ricerca della verità alla pigrizia o al sensazionalismo.

Paolo Battistel mi ha supportato in questi anni, come un novello Grillo Parlante, ricordandomi sempre chi sono anche quando rischiavo di "perdermi".

Paolo Dequino mi ha insegnato ad "ammorbidire" certi lati del mio carattere quando calata nella mia professione rischiavo davvero di divenire la gerarca in gonnella che avevi visto passare per i corridoi della redazione...

Gianluca Marletta mi ha insegnato a "scegliere" meglio, a emanciparmi da certi ambienti autoreferenziali. Claudio Lanzi a superare certi "schemi" e a proseguire oltre, nella mia ricerca.

Poi ci sono dei colleghi che mi hanno arricchito da un punto di vista professionale ma anche umano: oltre a Marletta, che ho già citato, ricordo Marcello Pamio, Sebastian Di Giovanni, Paolo Fattorini. Creature complete a cui guardo come stimolo ed esempio.

Non posso dimenticare neppure Giuseppe Cicogna e Umberto Visani che mi spronano e supportano con il loro amore per la verità e per gli altri. Loro mi sono da esempio per la loro "purezza" d'animo.

Coloro che mi hanno ostacolato e tuttora mi ostacolano con violenza mi hanno fatto comprendere che cosa non voglio essere: fanatica, unilaterale, dogmatica. Rischi che appartengono purtroppo a questo ambiente, molto "uterino" e facile alle polemiche.

Il resto lo devo ai Maestri della Tradizione: Guenon, Evola, Eliade, Meyrink, etc. Il loro insegnamento è VIVO e lo porto sempre con me.

 

L – uno dei tuoi libri, Il FATTORE OZ, me lo sono divorato in pochissimo tempo. Nel leggerlo si compiva una magia, sentivo come mie le parole che ci trovavo; risposte – ipotesi – pensieri che già sguazzavano dentro la mia psicolabile mente ma che, forse per ignoranza (non asserire con la testa, non è carino – eh!) o metti per pigrizia, non venivano a galla. Una portentosa scavatrice nei meandri del mio “io” più nascosto a scuotere idee sopite da un’inconscia paura di svilupparle. Non spaventarmi, lo sai che oltre un idiota sono anche molto sensibile ed emotivo, quel libro ha delle proprietà magiche? Se lo rileggessi più volte, diventerei più intelligente?

E – (ride). Soltanto nel comprarne migliaia di copie e diffondere il verbo... scherzo ovvviamente. Non voglio sembrare presuntuosa. Il mio è solo un tassello, un nuovo approccio metodologico che vorrebbe trattare tematiche legate all'antropologia, sciamanesimo, storia delle religioni supportando la Tradizione con i traguardi della fisica teorica e delle neuroscienze. Per non scadere nella banalità, per non rimanere imbrigliata nel regno della fantasia (come spesso capita a molti ricercatori), per dare basi solide a ricerche che credo abbiano il diritto di essere indagate con obiettività e serietà, lungi da facile dogmatismi, siano essi materialistici o spiritualistici (New Age). Per "credere" a qualcosa io prima devo compredere: la ragione e il dubbio mi accompagnano e spronano ad andare alla radice delle cose. Intelligo ut credam...

 

L – ho letto, in molte onorevoli testate (COME QUELLA CHE FRA UN PO’ TI DO SE NON LA PIANTI DI RIDERE!), che nelle tue ultime conferenze tratti anche il delicato argomento dei microchip sottocutanei e di quel burlone del Presidente degli States con la sua riforma sanitaria - che, correggimi se sbaglio, viene identificata neologisticamente con il termine ObamaCare.

E – Si, è un tema molto delicato perchè anche in questo caso si rischia di cadere nella disinformazione o nel puro complottismo. So che a molti sembrerà irreale ma uno degli obiettivi primari dell'Obamacare è proprio l'introduzione di microchip sottocutanei nella popolazione americana. Se verrà confermato alla Casa Bianca, il Congresso ha già approvato il chipping della popolazione. Il progetto è da alcuni anni anche al vaglio dell'UE per eliminare la moneta cartecea sostituendola con il pagamento tramite chip sottocutaneo. Ora, questi chip (VERICHIP e VERIMED), che sono GIA' stati impiantati in numerosi volontari in tutto il mondo, sono dotati di batteria al litio che si alimenta del calore del corpo e di GPS. Il chip contiene tutti i dati del portatore, l'anamnesi e i dati bancari per eventuali transazioni virtuali.

Da un lato, dunque, non si possono togliere una volta inseriti, perchè il litio andrebbe in circolo e causerebbe la morte del portatore, dall'altra chi è dotato di chip è sempre monitorato, controllato. I governi sanno sempre qual è la sua posizione. Non a caso alcune grandi multinazionali con l'ausilio di FBI e Governi hanno puntato molto su campagne di sensbilizzazione delle famiglie. Il messaggio è semplice: "impiantate i vostri figli con il microchip in modo da sapere sempre dove sono e non perderli". Anche da noi, negli ultimi anni, i Media hanno creato delle vere e proprie campagne di terrorismo legate a casi di bambini o adolescenti spariti o uccisi per generare il panico nelle famiglie. Da alcune ricecrhe di mercato risulta che le giovani madri sono quelle che si dichiarono più predisposte a chippare i propri figli per poterli controllare. Analizzando però il fenomeno a livello macrosociale ci si può accorgere che una società di persone chippate è più simile a una mandria di vacche e che la libertà in questo senso scemerebbe a scapito di una trasparenza sociale. Si va verso una società di vetro, in cui si è controllati in ogni nostra azione, ben oltre le distopie immaginate da George Orwell e Aldous Huxley.

La SOMARK è andata ancora oltre, sviluppando un tatuaggio sottocutaneo con le stesse caratteristiche del VERICHIP e che ha suscitato molte polemiche per il confronto con i tatuaggi dei deportati nei campi di concentramento.

Questa azienda leader di bioingegneria ha sviluppato un tatuaggio basato sulla tecnologia RFID con numeri e codici a barre che dovrebbero sostituire il chip ed essere appunto inseriti sulla mano e sulla fronte, adempiendo così in toto il passo dell'Apocalisse di Giovanni. In Gv 13: 16-17, troviamo scritto: «[la Bestia] faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome». In tal modo il chip, o ancora peggio il tatuaggio della Somark, diventerebbero il marchio descritto da Giovanni: non a caso serviranno non solo come identificativo dotato di GPS e dei dati personali, ma anche come sostituto della moneta. Presto, cioè, si effettueranno solo pagamenti e transazioni virtuali con l'uso di supporti telematici e chip appunto già previsti dall'Obamacare.

Ora, però, vorrei precisare che non sono le Scritture che si compiono in modo deterministico, senza lasciar spazio al libero arbitrio, ma è un gruppo di "credenti" che sta agendo in modo che esse si compiano, senza neppure nascondere l'origine delle proprie intenzioni. Le interpretazioni "messianiche" o "apocalittiche" che si stanno diffondendo sul web rispecchiano soltanto la lettura originale del fenomeno, ovvero l'intenzione di queste lobby che, come spiegavo già in L'ALTRA FACCIA DI OBAMA (2011, UNO editori), mischiano teosofia e politica, tecnologia e messianismo per i loro scopi.

Il tatuaggio della SOMARK – testato a partire dal 2007 sui ratti - rimane invisibile ma leggibile attraverso una strumentazione specifica. L'applicazione avviene in meno di tre secondi e non reca problemi alla pelle. Con esso, così come con il VERICHIP, la popolazione potrà essere controllata in ogni suo movimento. Chip e tatuaggio possono contenere infatti dati personali, cartella clinica, coordinate bancarie, etc. oltre a un dispositivo di localizzazione GPS. Inquietante ma vero. Eppure moltepersone ancora si ostinano a non crederci e a voltarsi dall'altra parte per evitare di vedere una verità scomoda.

 

L – dimmi la verità, conoscendo la tua fede calcistica, saresti disposta a farti piantare uno di questi aggeggi diabolici al patto che la tua squadra vincesse per dieci anni consecutivi lo scudetto e, sempre per lo stesso periodo, battesse in tutti i derby l’acerrima rivale?

 E – (ride) Mi spiace, ma neppure per il Toro o per una notte di fuoco con Eduardo Noriega. La mia libertà viene prima di tutto. Non sono in vendita. E poi sarebbe come comprare le partite, non ci sarebbe più il gusto del confronto!

 

L – il 6/11/12 si eleggerà il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Il 6 novembre di tantissimi anni fa, esattamente quello del 1921, in piazza Lubjanka di Mosca dove c’era, e non so se adesso sia sempre lì, la sede del servizio segreto russo, una folla parecchio “incavolata” distrusse la statua di Feliks ?dmundovič Dzeržinskij, fondatore dello stesso servizio segreto che all’epoca si chiamava Cheka e non KGB come erroneamente riporta Wikipedia. Sei attratta dalle concomitanze numerologiche e, magari forzando un po’ artificiosamente la questione, trovi delle corrispondenze fra questi enti paramilitari agli ordini di strutture invisibili che comandano la Terra e quella che sarà, appunto, l’elezione del nuovo burattino a dirigere, seguendo le disposizioni che gli “invisibili” gli imporranno, gli Stati Uniti? Prenditela pure comodamente per rispondere, mi sono rotto due falangi e ci ho messo un’ora a scrivere Feliks ?dmundovič Dzeržinskij, adesso, insolitamente colpito da un lampo di genio, mi sono limitato a copia-incollarlo.

 E – Mi hai appena offerto il fianco per farmi promozione!

Parlo appunto di questo nel saggio scritto insieme all'amico e collega Gianluca Marletta: GOVERNO GLOBALE. LA STORIA SEGRETA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE in pubblicazione a febbraio per Arianna editrice. Non si tratta tanto di "sincronicità", quanto di una vera e propria ossessione che coloro che appartengono ai Gruppi di Potere (e che ritroviamo sia ai vertici di Club Bilderberg, Commissione Trilaterale, CFR etc. e al contempo di affiliazioni massoniche o movimenti magico-occulti) hanno per simbolismo, profezie e numeri.

Devo inoltre ricordare che, come già aveva spiegato Licio Gelli, non si arriva alla Casa Bianca (e agli altri vertici di potere) se non si passa per la Massoneria (Obama è massone del 32 grado, affiliato alla Prince Hall, loggia 459 di Boston, così come Mario Monti secondo il G. M. Venerabile Gioele Magaldi «è un massone e ha avuto una duplice affiliazione, una inglese e una mista anglo-franco-belga. Monti appartiene al corpo d’élite della massoneria»).

Non solo, la maggior parte di coloro che conta è imparentata. Non dovreste così stupirvi di scoprire che colui che avrebbe dovuto portare il cambiamento ("change") e la speranza ("hope") di una nuova era ("new age" sic.!) Barack Obama, da parte di madre, è cugino sia di Dick Cheney sia di Bush, dato che il clan Bush è imparentato per linea di sangue alla maggior parte dei politici ed ex presidenti americani, alla casa reale britannica e a tutte la famiglie reale europee decadute. Ora, si può capire l'ossessione di costoro non solo per il sangue e la parentela, ma anche per mantenere segreti i loro piani occulti volti all'instaurazione di un governo unico, globale, il Nuovo Ordine Mondiale, appunto... non sono io a dirlo, ma sono loro stessi ad averlo auspicato in numerose occasioni, come Marletta ed io dimostriamo con ampia documentazione storica nel nostro nuovo saggio.

 

L – una domanda stupida (ndr, la fanciulla ha replicato “un’altra?”), nelle tue opere spesso tocchi la “faccenda” abduction, hai già conosciuto un alieno?

E – (ride) Credevo che tu lo fossi!

No, non sono tra i "fortunati" che si beano di averne conosciuti o di essere in "contatto" telepatico con loro...

 

L – parliamo di “viaggi fuori dal corpo”. Se nei prossimi secoli, complice uno sviluppo delle potenzialità cerebrali umane, avvenissero più frequentemente, potrebbero nascere degli ingorghi astrali? (la fanciulla ri-ride)

 E – Temo ci siano già dei progetti di costruzione di mega tunnel o ponti per evitare gli ingorghi... Ma simili costruzioni le lascio alla penna di Neil Gaiman...

 

L – un tema che mi appassiona e che sento veramente mio è quello del Multiverso Olografico. Facciamo un gioco, ti dò esattamente tre righe per spiegare cosa sia a quelli che ritengono sia un insieme di smorfie, spesso accompagnato da uno sgradevole effetto sonoro, sponsorizzato dalla Carli.

E – Non vale! ok...

Nel multiverso olografico la realtà a più dimensioni non è altro che una sorta di immenso ologramma dove ogni parte contiene il tutto, dove passato, presente e futuro coesistono simultaneamente e dove ogni coscienza è connessa con le altre. Ogni essere, cioè, appartiene, all'UNO-Tutto.

 

L – Cara Enrica, ritieniti libera. Apprezzo notevolmente lo sforzo con cui ti sei immeritatamente subordinata a questa ignobile intervista e, sperando di trovarti presto all’Inferno Cafè per promuovere le tue brillanti opere, ti auguro tutto quello che si potrebbe augurare ad un personaggio del tuo calibro: un entusiasmo che non scemi mai ed anche un riconoscimento ufficialmente forte al tuo lavoro in modo di approvvigionarti delle giuste risorse inevitabilmente necessarie per continuarlo.

Grazie!

Intervista di Umberto Visani per XTIMES

Intervista di Umberto Visani a Enrica Perucchietti

 

Se si esamina il panorama editoriale ufologico degli ultimi anni, il quadro che si pone dinnanzi ai nostri occhi risulta piuttosto desolante, dal momento che esso è in grandissima parte formato da testi che si limitano a fornire una fotografia più o meno precisa del fenomeno e all'interno dei quali viene accumulata in maniera compilativa varia casistica abbastanza arida di per sé. Saggi che, di conseguenza, puntano a indagare la mera parvenza del fenomeno, senza interrogarsi dell'essenza dello stesso, dando per scontato che la sua origine sia da ricercarsi in toto nell'operato di razze extraterrestri.

Da questo approccio semplicistico si scosta con forza "Il fattore Oz", di Enrica Perucchietti, saggio che, al contrario, analizza in maniera multidisciplinare un fenomeno intrinsecamente sfaccettato cui solo un'analisi poliprospettica può fornire chiavi interpretative che consentano di comprendere la natura di una fenomenologia oltremodo sfuggente.

Incontriamo in esclusiva per i lettori di XTimes l'autrice, nota giornalista e scrittrice, cui vogliamo porre una serie di domande suggeriteci dalla lettura della sua ultima fatica.

 

1) Nella letteratura ufologica è cosa rara trovare contributi che esulino dalla noiosa compilazione di statistiche concernenti avvistamenti. Negli anni '60 Jacques Vallée ha portato una ventata di aria fresca, notando tutta una serie di parallelismi tra incontri del folklore medievale e resoconti moderni di contatti con entità aliene. Che ne pensi?

Vallée ha avuto un’intuizione geniale che ha condotto all’ipotesi parafisica dell’ufologia. Da notare, però, che sia Vallée che John Keel erano anche studiosi di esoterismo e paranormale. La scoperta rivoluzionaria di questi due ricercatori fu però un’altra: la “componente psichica” o medianica del fenomeno, ovvero la tendenza degli UFO e delle creature misteriose a comportarsi come le entità sovrannaturali, spiriti, demoni, angeli e jinn della tradizione. Come spiego nel mio saggio, Vallée conosceva molto bene Paracelso a cui dobbiamo una spiegazione dettagliata delle entità intermedie spirituali (ma non dotate di anima) che popolano il nostro piano di esistenza dall’alba dei tempi e che oggi confondiamo spesso con “alieni”: Ninfe, Salamandre, Silfidi e Pigmei. Questi esseri, spiegava l’alchimista, “benché abbiano aspetto umano, non discendono da Adamo; hanno un’origine del tutto differente da quella degli uomini e da quella degli animali. Però si accoppiano con l’uomo e da questa unione nascono individui di razza umana”, ovvero gli ibridi della letteratura ufologica moderna.

 

2) John Keel, ricercatore americano noto al grande pubblico per le sue indagini sull'Uomo Falena, era solito affermare: «Se credi nel diavolo, puoi star certo che verrà a bussarti alla porta»: da profonda conoscitrice dell'autore, vorresti illustrarci meglio questa sua frase?

Keel sosteneva che il fenomeno UFO fosse legato alle “credenze” e che in esso vi agisse una componente infera, demonica che muta la propria “maschera” in base all’evoluzione culturale umana. Il contatto il più delle volte avviene in uno stato alterato di coscienza, ovvero tramite la componente “medianica” dei soggetti che esperiscono spontaneamente le cosiddette interferenze aliene. “Quante più persone credono nei dischi volanti provenienti da altri pianeti” – sosteneva Keel – “tanto più la forza inferiore trova soggetti da manipolare attraverso false illuminazioni”. Queste false illuminazioni, con i messaggi apocalittici o di falsa spiritualità che il fenomeno trasmette, sono da riportare in seno al neospiritualismo e allo spiritismo. Non c’è alcuna differenza di origine tra i messaggi che vengono canalizzati da presunti addotti oggi e i messaggi che gli spiriti trasmettevano ai medium due secoli fa.

 

3) Si parla sempre di più di abduction, di presunti rapimenti da parte di extraterrestri che rapirebbero migliaia di umani per scopi non chiari. Tuttavia, nelle tradizioni sciamaniche incontriamo resoconti pressoché identici e sovrapponibili a quelli odierni, in cui l'origine ultima del fenomeno veniva indicata in qualcosa di totalmente differente: quale idea ti sei fatta nel corso delle tue ricerche?

Le neuroscienze sono arrivate a dimostrare sperimentalmente la natura multidimensionale del fenomeno accreditando così gli insegnamenti dello sciamanesimo. Le ricerche di Rick Strassman sulla DMT (principio attivo dell’ayahuasca) dimostrano come il contatto avvenga in stato alterato di coscienza. Sotto effetto di DMT si sperimenta un’espansione della coscienza che trascendendo i vincoli del corpo può esperire l’interconnessione col Tutto, entrando in contatto con entità di altri piani di esistenza. Ma dobbiamo ricordare che la DMT è una triptamina endogena, che cioè il nostro organismo secerne spontaneamente, in condizioni particolari come stress o stanchezza fisica, e in un orario notturno particolare, quello in cui avvengono le adduzioni, dalle 3 alle 4… La DMT è solo una “chiave chimica” per aprire le porte della percezione che, in alcuni soggetti, circa il 2% della popolazione, è presente in dosi più massicce, rendendo cioè spontanee certe esperienze come le interferenze aliene.

 

4) "Earth is a farm, we are someone else's property": con questa frase Charles Fort, soleva definire la condizione umana... 

Non credo che siamo “proprietà” di qualcun altro, semmai costituiamo un bacino di interesse per forze ed entità infere e multidimensionali. Condivido l’idea malanghiana di un vampirismo animico da parte di queste entità che ingannano e manipolano l’uomo. Siano esse arconti, o trickster, la figura del Briccone divino o ingannatore accompagna la storia dell’umanità, come attesta la mitologia. Il pensiero moderno ha perso però la coscienza critica e la facoltà di dubitare di ciò che vede e sente, abbandonandosi irrazionalmente a visioni che possono invece essere portatrici non di un messaggio di amore e fede ma al contrario di inganno. In gioco c’è davvero la salvezza della nostra anima.

 

5) Spesso si sente parlare di alieni come di creature multidimensionali ma molti ricercatori, quando si tratta di illustrare le basi teoriche della possibilità dell'esistenza di mondi paralleli, tendono a essere vaghi e confusi. Al contrario, nel tuo saggio denoti una profonda conoscenza delle basi fisiche: vuoi illustrarcele?

L’errore alla base è di parlare di universi paralleli. La teoria del multiverso ipotizzata da Hugh Everett parla di infiniti mondi. Invece la teoria delle superstringhe parla di dieci o 26 dimensioni arrotolate nel medesimo punto. Oltre alla nostra quarta dimensione dello spazio tempo, cioè, esisterebbero altri piani di esistenza che non siamo però in grado di vedere ed esperire. Le strade per entrare in queste altre dimensioni possono essere tre: stargate, wormhole e lo stato alterato di coscienza. Il contatto, quindi, può avvenire a livello di coscienza (in astrale) oppure fisicamente, ma perché ciò avvenga ci deve essere un passaggio di stato o di dimensione che catapulta l’addotto nel regno del Sogno.

L’ipotesi di Everett, per quanto affascinante, può spiegare però solo fenomeni quali la sincronicità e il deja vu, ma non le interferenze aliene.

 

6) "Il fattore Oz": prendendo in mano il tuo saggio, molti si saranno chiesti a che cosa alluda il titolo...

Una caratteristica specifica delle abductions e dei contatti in generale è il cosiddetto “Fattore Oz”, che trae il nome dal celebre film del 1939, “Il Mago di Oz”, ispirato al romanzo di Frank Baum. Si tratta di una serie di sintomi collegati all’esperienza di avvistamenti, missing time, veri e propri rapimenti. Credo che il Fattore Oz sia la chiave per decifrare il fenomeno. Spesso, infatti i testimoni si trovano da soli in una realtà che acquisisce la dimensione del sogno. Nubi e squarci nello spazio tempo che trascinano i testimoni in una realtà parallela. Il fenomeno deriva il suo nome dalla ricercatrice Jenny Randles che studiando migliaia di resoconti di contatti ha potuto catalogare i sintomi ricorrenti: brividi, formicolii, paralisi, senso di vertigini, nausea, vomito, cefalea, collassi. Al “risveglio” dal contatto ci si accorge di essere vittima di missing time . La Randles è giunta a concludere che questo clima di sogno possa essere una forma di illusione olografica che gli alieni proiettano nella mente dell’addotto per confonderlo. Al contrario, nel mio saggio cerco di dimostrare che il Fattore Oz non è opera di manipolazione mentale da parte degli alieni, ma è il segno di un cambiamento di stato. Ciò che si verifica nel regno del sogno – come spiegavano già gli sciamani - avviene in stato alterato di coscienza, all’interno di una piattaforma virtuale, ma non per questo non “reale”. Questo stato, infatti viene preceduto da un’atmosfera di immobilità e silenzio: è come se l’ambiente circostante si fermasse e le persone sparissero. A contraddistinguere questo fenomeno un ronzio alle orecchie e un formicolio per tutto il corpo, che segnano secondo me l’entrata o passaggio nell’altra dimensione. Questo passaggio può anche essere fisico…

 

7) Si parla spesso di disclosure da parte dei governi. Documenti ufficiali che compaiono all'improvviso, in particolare quello del luglio 1947: che idea ti sei fatta?

Credo che il documento dell’FBI del luglio 1947 non sia stato approfondito come di dovere. Si è fatto un gran parlare ma non si sono studiati i vari punti del memorandum e soprattutto non è chiaro come l’FBI sia entrato in possesso di queste informazioni. I termini usati provengono dalla Teosofia, e questo dovrebbe far dubitare se non dell’autenticità del documento, almeno della possibilità che le informazioni provengano da una canalizzazione e che le entità non siano aliene quanto “infere”. A tutti è sfuggita infatti l’intenzione espressa dal documento che queste entità provenienti tra l’altro da Lokas e Talas avrebbero di trasferirsi sul nostro piano di esistenza. Il luogo da cui provengono, infatti, non è il piano astrale, come alcuni hanno sostenuto: per Loka i Teosofi intendono una regione dell’universo, un luogo circoscritto. Nella metafisica indù il termine si riferisce infatti a un mondo, una sfera. I Purana parlano di sette e quattordici Loka al di sopra e al di sotto della nostra terra, intendendo con essi i cieli e gli inferi. Tala, letteralmente invece, significa “la parte più bassa, la base”: in relazione ai Lokas, i Talas rappresentano dunque l’aspetto inferiore, la controparte materiale. In estrema sintesi, possiamo intendere con Loka il “paradiso” e con Tala l’“inferno” o piano materiale infero. Si capisce da qua l’importanza vitale per l’umanità di capire da quale Loka o Tala i dischi volanti provengano: il luogo d’origine servirebbe per chiarire le intenzioni degli occupanti e la loro natura benevola o all’opposto demoniaca.

 

8) A mio giudizio, l'ufologo moderno non può prescindere dalle intuizioni di Jean Robin: come ti poni rispetto alle sue ricerche?

Robin non era un ufologo ma un discepolo di Renè Guenon, dunque, un esoterista seguace della Tradizione. Le sue intuizioni andrebbero studiate da tutti, non soltanto dagli ufologi, ma così non è. Al giorno d’oggi chiunque dubiti non della realtà del fenomeno ma della Mente che sta dietro di esso, viene bollato come un “cicappino” o un debunker e stroncato brutalmente. Dovremmo toglierci tutti i paraocchi e smettere di ragionare secondo categorie preconfezionate da altri. Il fenomeno è reale, bisogna capirne l’origine e l’obiettivo. Credo che ciò sia di vitale importanza se in gioco c’è la salvezza della nostra anima. Il filosofo Michael Grosso a proposito del fenomeno UFO parla di unasciamanizzazione della coscienza” in chiave dunque evoluzionistica, categoria chiaramente teosofica. Non sono d’accordo. Credo che il rischio sia di accettare a priori qualunque tipo di messaggio ci venga comunicato dagli abitanti dello spazio. Robin parlava infatti del rischio di una vera e propria religione degli UFO, la Discosofia, e metteva in guardia dalle forze infere che scimmiottano la luce e che un giorno arriveranno a presentarsi come “salvatori” dell’umanità. Nella Grande Parodia, Robin interpreta il fenomeno UFO “come la forma più sofisticata di inganno anticristico messo in atto al fine di sedurre la disorientata umanità moderna”. La novità del lavoro di Robin è di introdurre l’idea che tornerà in Keel e Vallée – di un “progetto” demoniaco alla base della manifestazione del fenomeno UFO. Questo progetto che assume la forma di una “parodia” ha come scopo la sovversione della vera spiritualità tradizionale che coinciderà, a suo compimento, con il Regno dell’Anticristo. Anche Keel avrebbe osservato più avanti che “il gioco degli alieni” è l’ultimo sviluppo della possessione diabolica e dello spiritismo. Qui semplicemente dovremmo chiederci, citando Malanga: sono alieni o demoni?

 

9) Il panorama ufologico attuale risulta disarmante: finiti i Keel, i Vallée, i Robin, la schiera degli extraterrialisti si affanna con teorie dadi e bulloni che suonano troppo vecchie, così come si sta assistendo a un tentativo di reinterpretare i testi sacri in una chiave tecnologica dietro il velo di una presunta letteralità che snatura il senso profondo dei testi medesimi: pensi sia un segno dei tempi?

Un segno dei tempi o forse il segno di un piano dietro occulto per manipolare la coscienza e creare un vero e proprio culto degli UFO. Non è una novità che a partire da Sitchin alcuni di questi ricercatori che si affannano a snaturare i testi sacri per riproporre vecchie teorie di ufologia e paleoastronautica anni ’80 siano massoni e legati ai Gesuiti… Il vuoto che l’uomo di oggi sente nella propria anima in seguito alla secolarizzazione e distruzione delle religioni viene colmato da una falsa spiritualità che al posto della trascendenza propone divinità ultratecnologiche provenienti dalla spazio.

 

10) Un aspetto, di cui sapevo nulla, mi ha incuriosito: il matrixismo. Se davvero vivessimo in uno scenario quale quello prospettato da Matrix, come potremmo accorgercene?

Non possiamo accorgercene in stato normale di veglia. Ma fenomeni quali i sogni lucidi, esperienze astrali, di premorte, interferenze aliene, stati alterati di coscienza indotti da meditazione o sostanze psicotrope ci svelano una realtà più profonda di quella a cui siamo abituati. Le scienza olografica – riprendendo le intuizioni di filosofi quali Hume, Berkeley e Schopenhauer - ha già dimostrato che vista e mente sono olografiche aprendo alla possibilità che ciò che ci circonda sia una Matrice, un reticolo o rete in cui siamo immersi in quanto energia o meglio, in quanto effetto della vibrazione delle stringhe. Ciò dimostra scientificamente le intuizioni degli sciamani che parlavano di una grande ragnatela o rete al cui interno ci troviamo immersi e dunque interconnessi: è ciò che il filosofo della scienza Ervin Laszlo chiama “campo akashico”. Non solo in stato alterato di coscienza, viaggi extracorporei o in premorte possiamo accedere al campo o memoria akashica che registra tutte le in-formazioni cosmiche, ma possiamo anche entrare in contatto con le entità di altre dimensioni e di altri tempi che, anche se dimensionalmente separate dalla nostra tridimensione, sono comunque a noi interconnesse.

Intervista per LA GAZZETTA DEL MISTERO

1) L'essere umano ha da sempre avuto bisogno della Divinità per sopire paure ancestrali. Tu, Enrica, credi nell'esistenza di entità che potrebbero essere definite Divine? Segui una dottrina in particolare?

Rispondo citando il padre della fisica quantistica, Max Planck: «Tutta la materia trae origine e vita solo in virtù di una forza [...] Dobbiamo presupporre che dietro a questa forza esista una Mente cosciente e intelligente. Quella Mente è la Matrice di tutta la materia».

 

2) Qual è il pensiero che più ti angoscia? Scrivere ''Il Fattore Oz'' ti avrà certamente portato ad affondare le lunghe dita dell'intelletto e della percezione in temi spaventosi, obliqui, difficilmente accettabili: tutto questo ti ha scosso o segnato?

La figura dell'Ingannatore. La possibilità che l'uomo possa essere manipolato e ingannato non solo dai suoi propri simili ma anche da entità spirituali o demoniache. Così come nella mitologia compare la figura del trickster, Dio Burlone o Briccone Divino, che si diverte a tirare scherzi e ingannare l'uomo, anche l'esoterismo e l'occultismo conoscono tale figura che chiamano appunto "Ingannatore": è la stessa entità che nello spiritismo, canalizzazioni, in alcune visioni mistiche e nelle attuali interferenze aliene comunica falsi messaggi all'uomo, destabilizzandolo e appunto creando false credenze.

 

3) Secondo la teoria delle Stringhe la nostra realtà fisica è tale ed ha significato soltanto grazie all'esistenza di altre Dimensioni. Questa teoria è in fase di approfondimento ed è costantemente bersagliata da detrattori di ampia fama.

Credi esistano regioni del nostro universo impercettibili, dimensioni dove entità 'diverse' si muovono ed interagiscono tra loro e con noi? Come si potrebbero verificare eventuali passaggi dimensionali?

Sì. A partire dalla teoria di Kaluza-Klein la matematica e la fisica hanno dimostrato a livello teorico la possibilità, o addirittura la necessità, che esistano altre dimensioni: 5, 10 o addirittura 26. Questi altri piani di esistenza sarebbero normalmente inaccessibili all'uomo ma, in situazioni ecezionali, oltre ai punti di connessione quali stargate o wormhole, sarebbe possibile che in stato alterato di coscienza (sostanze piscotrope, danza, meditazione, premorte) l'uomo possa accedere a queste altre dimensioni e venire a contatto con le entità che le abitano.

 

4) La Dimetiltriptamina, sostanza contenuta nel fluido cerebro spinale, potrebbe essere la chiave per aprire la porta su Realtà Nascoste?

Ancora sì. Sotto effetto di DMT si sperimenta un’espansione della coscienza che, trascendendo i vincoli del corpo, può esperire l’interconnessione col Tutto, entrando in contatto con le entità di altri piani di esistenza.

Ma dobbiamo ricordare che la DMT è una triptamina endogena, che cioè il nostro organismo secerne spontaneamente, in condizioni particolari come stress o stanchezza fisica, e in un orario notturno particolare, quello in cui avvengono le adduzioni, dalle 3 alle 4…

Come ricorda il fisico e collega di Strassman, Ede Frescka, la DMT è solo una “chiave chimica” per aprire le porte della percezione che, in alcuni soggetti, circa il 20% della popolazione, è presente in dosi più massicce, rendendo cioè spontanee certe esperienze come le interferenze aliene.

 

5) Il DMT è generato in buona quantità dalla ghiandola pineale, secondo il Dott. Rick Strassman questa secrezione avverrebbe tra le 3 e le 4 del mattino proprio quando il cervello umano dovrebbe vivere la fase REM del sonno: è un caso che molti Addotti siano convinti di essere stati rapiti proprio in quel lasso temporale?

Credo di sì. Ma non solo gli addotti. L'orario tra le 3 e le 4 del mattino è considerato nella maggior parte delle tradizioni religiose l' "orario di Dio", nel quale è più facile il contatto col divino e durante il quale si deve appunto pregare: è l'orario delle visioni mistiche e di conseguenza anche delle interferenze siano esse demoniache o "aliene". Ciò però, si badi bene, non significa bollare i contatti come "allucinazioni": al contrario, i risultati sperimentali sulla DMT tendono a dimostrare che tali contatti sono veri, reali. La coscienza si espande, trascende i confini del mero corpo biologico e riesce così ad accedere alla Matrice, al campo akashico, all'Uno-Tutto oltre il Velo di Maya, e dunque a entrare in contatto con altre dimensioni e con le creature che le abitano.

 

6) Molti Sacerdoti e Stregoni nell'antichità usavano droghe per comunicare con le proprie divinità, con i defunti e con le forze della natura. Credi che questi contatti non fossero soltanto frutto di allucinazioni dovute all'ingestione o all'inalazione di sostanze allucinogene?

Al contrario, queste sostanze erano e sono delle forme di scorciatoie per accedere al multiverso, per aprire cioè, secondo la definizione di Aldous Huxley, le "porte della percezione". Lo stesso vale per la danza tribale, la danza dei Fairies (il Popolo Fatato), la meditazione, l'annegamento, etc.

 

7) Jenny Randless elencò tutti i sintomi riscontrati da tutti coloro che vengono Addotti: quanto è affidabile questa ricerca e queste conclusioni?

Una caratteristica specifica delle abductions e dei contatti in generale è il cosiddetto “Fattore Oz”, che trae il nome dal celebre film del 1939, “Il Mago di Oz”, ispirato al romanzo di Frank Baum. Si tratta di una serie di sintomi collegati all’esperienza di avvistamenti, missing time, veri e propri rapimenti.

Credo che il Fattore Oz sia la chiave per decifrare il fenomeno, da qua il titolo per il mio saggio. Spesso, infatti i testimoni si trovano da soli in una realtà che acquisisce la dimensione del sogno. Nubi e squarci nello spazio tempo che trascinano i testimoni in una realtà parallela.

Il fenomeno deriva il suo nome dalla ricercatrice Jenny Randles che studiando migliaia di resoconti di contatti ha potuto catalogare i sintomi ricorrenti: brividi, formicolii, paralisi, senso di vertigini, nausea, vomito, cefalea, collassi. Al “risveglio” dal contatto ci si accorge di essere vittima di missing time. La Randles è giunta a concludere che questo clima di "sogno" in cui si viene a trovare l'addotto possa essere una forma di illusione olografica che gli alieni proiettano nella mente del contattato per confonderlo e attirarlo a sè. Diversamente, John Keel parlava di una forma di "ipnosi" indotta da queste forze o creature.

Nel mio saggio propongo un'ipotesi ancora diversa: il Fattore Oz non è opera di manipolazione mentale ma il segno di un effettivo cambiamento di stato. Ciò che si verifica nel "mondo del sogno" (come viene chiamato nello sciamanesimo) avviene in stato alterato di coscienza, all'interno di una piattaforma virtuale, ma non per questo non "reale". In alcuni rarissimi casi questo passaggio dalla nostra a un'altra dimensione può anche avvenire fisicamente: da qui la sparizione di addotti per ore o giorni (Travis Walton e Linda Cortile) o di viandanti, medium e sciamani come testimoniato nei resoconti medievali e nei racconti del folklore.

Nel mio saggio dedico particolare attenzione al ronzio che gli addotti e coloro che vengono sottoposti ad ayahuasca o DMT sentono a un orecchio e che sembra precedere e accompagnare tutta la durata del contatto: credo che sia il segno fisico della cambiamento di frequenza nella vibrazione delle superstringhe che significa cioè che l'addotto viene passa dalla terza (quarta dimensione) a un'altra.

 

8) Esiste la coscienza collettiva? Secondo la Non Località della Materia dimostrata da Alain Aspect tutto sembra essere Unito, legato da fili invisibili, questo può valere anche per la Coscienza?

Più che coscienza collettiva (che ricorda la teoria junghiana dell'Inconscio Collettivo) esiste quella che le tradizioni religiose chiamano "rete", "matrice": è l'akasha o etere dell'induismo o la "ragnatela" dello sciamanesimo.

Riprendendo gli studi di Frescka e Strassman e la scienza olografica, possiamo dedurre che il nostro cervello sia una specie di "antenna quantica" e la nostra mente il risultato della connessione a livello quantico tra la rete neurale e il reticolo matrice dell'universo. Ciò dimostrerebbe a livello scientifico perchè le tradizioni sciamaniche affermano che tutta la realtà è interconnessa da una "rete vibrazionale": è l'entaglement della fisica teorica.

Lo sciamano, infatti, vede se stesso al centro di questa rete e vi interagisce. Nella mitologia Hopi troviamo Nonna Ragno che emerge dal Nulla cosmico e crea la realtà intessendo la sua ragnatela. In questa rete pone i suoi figli che, dunque, risultano solo in apparenza divisi: essi sono tutti interconnessi perchè appartenenti alla ragnatela.

Questa rete è stata interpretata dal filosofo della scienza Ervin Laszlo in termini di "campo". Laszlo ha battezzato il ritorno al concetto di supporto che riempirebbe e sosterrebbe lo spazio con la definizione "campo akashiko", riprendendo appunto il termine sanscrito "akasha", etere. Come spiegava già millenni fa la filosofia indiana, i nostri sensi fisici non possono percepire normalmente l'akasha, ma possiamo raggiungerla attraverso la pratica spirituale, la meditazione o certe droghe.

Nella fisica moderna l'akasha è il campo o vuoto originale da cui sono emersi atomi, particelle, stelle, piante, animali e uomini. Si tratta, come spiega Lasklo, "di un supporto dinamico pieno di energia in fluttuazione perpetua", la rete di energia che permane e supporta l'intera creazione: la Matrice oltre il Velo di Maya.

Per questo la scienza olografica teorizzata da Pribram e Bohm spiega che la realtà è non-locale e che ogni parte contiene il Tutto... Siamo tutti uniti, interconnessi.

Come spiegano le ricerche di Strassman, la via esterna dello spazio profondo, extraterrestre, potrebbe NON essere l'unica strada per compiere "viaggi"nell'iperspazio e per raggiungere mondi distanti da noi spazialmente e temporalmente.

Perchè oltre il Velo di Maya possiamo essere tutto, possiamo immedesimerci in ogni cosa (proprio come fanno gli sciamani mutaforma), raggiungere ogni luogo e renderci conto che, come sosteneva Einstein, tempo e spazio sono solo un'illusione.

 

9) Dopo gli anni di studio e di lavoro, la vita e la ricerca ti hanno concesso di trovare la tua Pietra Filosofale?

La Pietra Filosofale non consiste nella conoscenza. Per la trasmutazione l'Opera è lunga, faticosa e dolorosa. Ed io sono solo all'inizio del cammino...



Eventi e news

18 maggio, Torino

ore 15.30, Salone del Libro di Torino, stand UNO Editori/ Macro Edizioni, PAD 2, stand N. 64

presentazione del libro Utero in affitto

 

3 giugno, Santo Stefano Belbo (CN)

ore 15.00-20.00 Piazzetta della Confraternita 1, Biblioteca civica Cesare Pavese

presso convegno UFO, ESOTERISMO E CONTROINFORMAZIONE, conferenza su Il Dio cornuto, insieme a Paolo Battistel.

GOOD MORNING di Enrica Perucchietti! Ogni lunedì alle 8.30 su www.colorsradio.it

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